Share

6ª Route estiva 2026 – «GIUSTIZIA E PACE SI BACERANNO» (Sal 85,11)

Primo giorno: la pace si mette in cammino - da Courgnè a Vidracco

25 agosto 2026

Il viaggio del primo giorno è iniziato con la partenza alle ore 6:00. Eravamo tutti stanchi a causa del viaggio del giorno precedente però piano piano passo dopo passo avevamo già percorso il primo chilometro. Tra un gioco e l’altro abbiamo passato la prima ora e poi la seconda e così il tempo e soprattutto i chilometri scorrevano sempre più veloci senza sentire i dolori o il peso della camminata.

Secondo le aspettative di tutti noi, l’itinerario si preannunciava come un’ardua prova di resistenza: quasi diciannove chilometri tra continui dislivelli, destinati a richiedere un passo solido e uno sforzo non indifferente; questo ci era stato comunicato dai formatori per poterci preparare al meglio. Nel giro di 5 ore tra una pausa e l’altra, siamo riusciti a finire tutto il percorso passando addirittura anche per il paesino della comunità Damanhur.

La domanda che ha risuonato in testa a tutti è stata posta da Don Marco Ulto durante la prima riflessione, ovvero: “Quale è il tuo gesto concreto di pace?”; difatti tra un passo e l’altro ognuno di noi ha scelto un sasso da portare con sé fino alla fine del cammino.

Il tempo di rientrare in struttura, una doccia, un power-nap, un cambio di abiti ed eravamo già pronti per la sessione pomeridiana che trattava il seguente argomento: “IL SOGNO DI COSTRUIRE INSIEME LA GIUSTIZIA E LA PACE”.

L’introduzione sul tema ci è stata fatta da Don Bruno Bignami parlandoci del cambio di paradigma presentato nella Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV sulla legittimità della guerra come strumento politico internazionale sulla teoria della guerra giusta e sull’uso della forza, della violenza e delle armi come segno di povertà relazionale. Don Bruno ha fatto riferimento anche alle parole di Papa Leone XIV sul fare “la nostra parte” attraverso gesti concreti nella nostra vita quotidiana, come: rilanciare il dialogo e disarmare le parole.

A seguire padre Guido Bertagna Sj. ci ha testimoniato il percorso della “Giustizia Riparativa” come possibile via di riscatto di chi subisce o commette un reato. Ci ha aiutato a riflettere sul fallimento della parola all’inizio di un conflitto, del fallimento dello strumento di relazione tra le due parti.

Abbiamo visionato un video sull’evento “Castenedovo incontra” in cui c’era la presentazione del libro intitolato: “Il libro dell’incontro” in cui è presente la testimonianza di Agnese Moro. Dalle parole di Agnese traspariva tutto il dolore vissuto negli anni dopo l’assassinio del padre ma anche la forza di cercare di superare l’omicidio del genitore. Un altro aspetto che ci ha toccato è stata la scelta di Agnese di raccontare solo dettagli positivi sulla vita del padre ai figli.

Oltre alla testimonianza di Agnese, nel video era presente anche quella di Valerio Morucci, l’uomo che consegnò Aldo Moro ai suoi assassini. Il racconto della fatica vissuta nello stare nei propri panni  e nell’affrontare il percorso di giustizia riparativa è stato toccante, in particolare il fatto che sia stato proprio il momento in cui ha incontrato e parlato con Agnese a permettergli di realizzare ciò che aveva commesso. Abbiamo percepito la forza da parte di entrambi, Agnese e Valerio, di stare nelle proprie ferite e nel proprio sentire, con la speranza di una vita in cui non sono i “propri mostri” a comandare. Un cammino di vita a cui tutti, indipendentemente dal nostro vissuto siamo chiamati a compiere, per una vita libera.

La serata infine si è conclusa con la cena e la condivisione con Padre Guido Bertagna.

Buon cammino!

Ana Maria Vasilache (Adc diocesi di Fermo) e Susanna Sartini (AdC diocesi di Senigallia)